domenica 17 aprile 2016

Due verticale. Jeff Bartsch


















Ho divorato questo libro in una giornata e devo dire che è un libro talmente insolito e diverso dagli altri libri che ho letto finora  che si è guadagnato il  diritto di finire tra i miei libri preferiti.
Una storia di due ragazzini geniali che si conoscono a una gara di spelling nella sala da ballo di un hotel. Due mondi talmente diversi ma allo stesso tempo simili che collidono e intrecciano le loro vite. Vera abituatasi a vivere negli hotel e a vagare continuamente con la madre per motivi di lavoro all'improvviso comincia ad attendere con ansia il momento in cui tornerà all'hotel di Washington per l'annuale ritorno dei vincitori del concorso e sa che li troverà Stanley, vincitore ex aequo come lei, che vive proprio tra le stanze dell'hotel.
La proposta di sposarsi, idea nata all'improvviso durante uno di questi incontri sembra allo stesso tempo perfettamente sensata per i loro scopi, ma anche sbagliata per l'inganno che nasconde. L'idea è quella infatti di inscenare un finto matrimonio per spartirsi i soldi ricavati dai regali di nozze per poter vivere lontano dalle pressioni che entrambi sentono gravare ogni giorno sulle loro spalle.
Quello che sembra un inizio stravagante per un matrimonio si complicherà  quando Stanley, deciderà di non andare al college, mentendo a sua madre, ma seguendo comunque Vera al campus di Harvard. Restando buoni amici e mantenendo il segreto del matrimonio la loro vita andrà avanti tra alti e bassi con una constante, la passione di entrambi per i cruciverba.
Grazie a questi infatti entrambi riescono a esprimere la loro genialità e riescono a trovare un modo per comunicare tutto loro.
Un avventura lunga una vita, un codice comunicativo brillante  e due personaggi fantastici, questi gli ingredienti che mi hanno fatto apprezzare davvero questo romanzo.
Un libro per nulla superficiale, complesso e interessante in cui ogni singolo personaggio, dai protagonisti ai personaggi secondari  delle madri, riescono ad essere dipinti mostrando ogni sfaccettatura, pregi e difetti che in qualche modo aiutano la crescita personale sia di Stanley che di Vera. Ho adorato anche il finale, temevo che sarebbe stato scontato o liquidato in poche pagine invece ha rispecchiato esattamente lo spirito del libro e i suoi personaggi, rimanendo coerente fino alla fine. Un libro adatto a tutti i lettori ma in particolar modo a chi si è sempre dilettato con gli enigmi e le parole crociate: d'ora in poi vedrete questo mondo con occhi diversi.

Trama: 


Stanley Owens non ha amici, e a lui va benissimo così. E comunque non ha mai trovato nessuno che condividesse il suo amore sconfinato per i libri, i numeri e, soprattutto, per l’enigmistica: inventare cruciverba è il suo sogno, la sua ragione di vita. Un giorno, però, incontra Vera, una ragazza diversa dalle altre: diversa come lui. La loro sintonia è talmente profonda che Vera non si stupisce quando lui le propone di sposarlo (per finta) e di rivendere i (veri) regali di nozze, così da pagarsi un biglietto per la libertà. E accetta. Anche perché è davvero innamorata di Stanley. Ma lui non lo capisce e, dopo la cerimonia, la lascia andare.
La vita li separa, ma non c’è nulla come la lontananza per far emergere la verità. Col tempo, Stanley si rende conto che la sua vita è piena di caselle bianche che possono essere riempite solo da Vera. 
Decide allora di riconquistarla, usando l'unico linguaggio che conosce: semina i suoi cruciverba 
d'indizi comprensibili soltanto a lei, sperando che, prima o poi e ovunque lei sia, la sua dichiarazione d’amore giunga a destinazione…

Buona lettura! 

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