mercoledì 20 aprile 2016

Non solo recensioni: "I Distillati"






Salve lettori,  oggi invece di una recensione volevo proporvi una riflessione riguardante i cosiddetti “distillati”. So che se ne è  parlato in lungo in largo, in positivo ma soprattutto in negativo e oggi vorrei parlarvene anche io.
Perché ora? Perché ho potuto assistere ad a una presentazione tenutasi da Giulio Lattanzi, il creatore di questa iniziativa.
Devo ammettere che partivo già con molti pregiudizi ma ho voluto assistere lo stesso per cercare di capire le motivazioni per il quale lo hanno spinto a creare tutto ciò.
Iniziativa commerciale, pura e semplice, nessuno scopo educativo, nessuno spirito ad incentivare la lettura in un paese dove la lettura e’ un dato semplicemente preoccupante no, semplicemente senso per gli affari e la creazione di un prodotto ad hoc per i “lettori occasionali” che non dedicano più di 5 minuti a leggere un libro.
Io avevo già in mente le mie belle obiezioni ma dopo questa risposta non mi sono sembrate più pertinenti, perché andare a puntualizzare che un prodotto poteva nuocere gravemente al già poco impegno dei lettori, intaccare la versione originale del libro e impigrire chi crede di non avere un'ora in più per leggere tutte quelle duecento pagine? Nessuno di questi era il loro scopo, e apertamente ne hanno parlato quindi perché scatenare un rumore mediatico come quello che è successo?
Sembra di poca importanza per loro, (retoricamente parlando) ma, non mi vergogno a dire che per me, “lettrice forte” come mi hanno etichettato  nelle loro ricerche di marketing, questo e’ un insulto al mondo dei libri, agli autori stessi e per estensione ai lettori. Semplicemente non riesco proprio a capire la difficoltà di finire un libro, certo ci sono certi libri che sono particolarmente ostili da concludere ma vedendo i titoli che “distillano” due domande sorgono spontanee.
E’ vero che con il tempo libero sempre più ristretto da impegni o condiviso da altre tecnologie e metodi di intrattenimento diverso il tempo per la lettura diminuisce ma era davvero necessario distillare John Green,Nicholas Sparks o Vanessa Diffenbaugh?.
Secondo me no, lo slogan promette “Bestseller da leggere nel tempo di un film” ma la mia domanda e’ perché devo per forza impiegarci il tempo di un film? In un libro la cosa che preferisco e’ perdermi in una dimensione completamente diversa, senza spazio ne tempo. Non voglio limitazioni di tempo e soprattutto non trovo necessario distillare dei libri che hanno avuto il loro successo proprio per come sono stati pensati e scritti.
Se devo invece concentrarmi solo sull'aspetto puramente economico e commerciale non ho nulla da dire, vendono, sono una scommessa che non è fallita e comunque fanno parlare di se’.

Questa e’ la mia personale opinione ma sono molto curiosa di conoscere le vostre.

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