mercoledì 20 settembre 2017

Recensione: Il racconto dell'ancella, Margaret Atwood



"Noi eravamo la gente di cui non si parlava sui giornali. Vivevamo nei vuoti spazi bianchi ai margini dei fogli e questo ci dava più libertà. Vivevamo negli interstizi tra le storie altrui."


Il libro di cui vi parlo oggi è un libro che ho avuto l'opportunità di poter leggere grazie alla ripubblicazione  recente di Ponte alle Grazie e che si inserisce perfettamente nel contesto e nella visione della società moderna, un libro che è stato definito "più preveggente e forte di 1984".

Ho pensato a lungo a cosa avrei potuto dire a riguardo di questo libro, non è stato facile trovare le parole per analizzarlo. La storia mi ha talmente coinvolta che è stato molto difficile separarmeme una volta concluso. 
La società descritta in questo racconto possiamo dire che è distopica, descritta in un futuro in cui gli Stati Uniti non esistono più come li si conosce e dove un gruppo organizzato è riuscire a demolire la costituzione e instaurare il proprio regime in maniera rapida e quasi senza difficoltà. Ruolo fondamentale in questa società lo hanno le donne, le "Ancelle" in particolare, che ancora sono in grado di procreare  (sterilità dovuta a guerre nucleari e la pratica dell'aborto avevano ridotto drasticamente la natalità) e che vengono per questo usate per garantire agli uomini di potere una discendenza. Tutta la scala sociale è stata ricostruita in funzione di questo e le donne non hanno più alcun potere decisionale o capacità  agire. La vicenda viene narrata del punto di Difred (il cui nome esprime appartenenza al suo Comandante, significa infatti letteralmente Di Fred) che alterna vicende attuali con ricordi del passato, grazie al quale riusciamo a intuire quanto è stato brutale il distacco dalla vecchia alla nuova società e quanto la sua vita sia stata stravolta da un giorno all'altro, solo per il fatto di essere ancora in grado di generare un bambino.
Le donne vengono usate solo come oggetti e come tali tante sono le proibizioni che hanno, oltre a non poter possedere soldi, un lavoro o beni personali non è concesso loro neanche leggere o scrivere.
La pressione di uno stato totalitario susciterà movimenti clandestini di rivolta nelle persone che si rifiutano di chiudere gli occhi davanti agli orrori perpetrati da una società meschina e corrotta.


Questo è  un libro con un messaggio potente, ci mostra quanto sia facile instaurare un regime totalitario e di sottomissione senza che la popolazione abbia il tempo di accorgersene e reagire, mostra anche però come allo stesso tempo una piccola scintilla di speranza può dare vita a un movimento di resistenza che può far sperare per un futuro migliore.

Ho trovato questo libro sconvolgentemente attuale e credo che sia una lettura d'obbligo da fare per tutti quelli che credono nella supremazia di un genere o di una razza, per quelli che vedono il mondo con un paraocchi e credono che la loro società sia perfetta migliore delle altre, quelli che giustificano l'uso della violenza per detenere il potere, quelli che credono che i libri non possono insegnare niente. Leggete e ricredetevi!



"Volevo essere ignorante. Allora non sapevo quanto ero ignorante."

Trama:

In un mondo devastato dalle radiazioni atomiche, gli Stati Uniti sono divenuti uno Stato totalitario, basato sul controllo del corpo femminile. Difred, la donna che appartiene a Fred, ha solo un compito nella neonata Repubblica di Galaad: garantire una discendenza alla élite dominante. Il regime monoteocratico di questa società del futuro, infatti, è fondato sullo sfruttamento delle cosiddette ancelle, le uniche donne che dopo la catastrofe sono ancora in grado di procreare. Ma anche lo Stato più repressivo non riesce a schiacciare i desideri e da questo dipenderà la possibilità e, forse, il successo di una ribellione. Mito, metafora e storia si fondono per sferrare una satira energica contro i regimi totalitari. Ma non solo: c'è anche la volontà di colpire, con tagliente ironia, il cuore di una società meschinamente puritana che, dietro il paravento di tabù istituzionali, fonda la sua legge brutale sull'intreccio tra sessualità e politica. Quello che l'ancella racconta sta in un tempo di là da venire, ma interpella fortemente il presente.

"Nolite te bastardes carborundorum"

La serie tv: The Handmaid's tale 

13 nominations e 8 statuette vinte agli Emmy Awards (tra cui quella per la "Miglior serie drammatica") confermano la potenza e il  messaggio trasmesso in questo libro; so per certo che Tim vision porterà in anteprima la serie in Italia ma per quanto riguarda la trasmissione al grande pubblico ancora non si hanno molte informazioni, di sicuro è una delle serie che attendo di più e non vedo davvero l'ora di vederla.



"Da lei voglio l'ardimento, le spacconate, l'eroismo, l'orgoglio di chi lotta da solo. Tutto quello che manca a me."


Se siete interessati al libro vi lascio qui il link diretto di Amazon: 


lunedì 18 settembre 2017

Recensione: Io e te come un romanzo, Cath Crowley


Salve lettori, se mi seguite su Instagram avrete sicuramente già un'idea del libro di cui vi sto per parlare e del progetto al quale ho partecipato. Per chi non lo sapesse questo libro è stato scelto dalla casa editrice Dea Planeta  e da Teamworld per lanciare il primo progetto di Bookcrossing su scala nazionale (Scopri di più qui). L'obiettivo era liberare cento copie in più di 60 città diverse affinché venissero trovate e si stabilisse un contatto con il futuro lettore (ehi qualcuno ha trovato la mia copia a Pavia?).
Sebbene fossi molto entusiasta già solo per l'idea in sé, è stato quando ho letto e finito il libro che il tutto ha acquisito un significato particolare e mi sono sentita ancora più coinvolta nel progetto.

In questo libro seguiamo la storia di Henry, figlio dei proprietari di un libreria di seconda mano particolare, e Rachel, sua ex migliore amica, sparita nel nulla da tre anni in un racconto caratterizzato da punti di vista differenti, personaggi molto caratteristici e gradevoli interruzioni sotto forma di lettere inserite tra le pagine del libro.
Quando Rachel ritorna in città, molte cose sono cambiate, lei per prima, e la complicità che aveva con Henry sembra essere sparita, sarà grazie al suo lavoro in libreria e alla "Biblioteca delle lettere" che i due riprenderanno a parlarsi e a riscoprire quei sentimenti a lungo nascosti.
Questo è un libro che parla d'amore, in ogni sua forma e sfumatura. Lo possiamo vedere nei piccoli gesti degli amici, nelle chiacchierate tra Henry e sua sorella George e in ogni singola parola scritta o sottolineata in un libro della "Biblioteca".
La Biblioteca è la parte fondamentale della libreria, è una sezione composta da libri non vendibili in
cui ognuno può andare e lasciare un messaggio, una lettera, un semplice segno all'interno del libro, a dei destinatari reali o no. Io ho adorato davvero questa idea, è semplicemente meravigliosa, ed è su questo principio che si è fondato il progetto di Bookcrossing.
La cosa che più mi è piaciuta di questo libro è stata la sua capacità di trascinarmi all'interno del suo mondo, ero lì anche io, tra gli scaffali impolverati, intenta a scrivere note a margine di un libro, intenta a riflettere che cosa avrei potuto dire a un perfetto sconosciuto.
Credo che ognuno di noi sia ciò che legge e legge ciò che è in qualche modo, spesso i libri riescono a esprimere meglio ciò che noi non riusciamo e automaticamente ci si sente più affini ai libri che toccano determinate corde dentro di noi. Ecco questo per me è uno di quei libri, non è semplicemente un libro che parla di libri o una storia d'amore, è di più, molto di più. Io vi invito caldamente a leggerlo se vi ho incuriosito almeno un po', fatemi sapere poi cosa ne pensate.

"A volte la scienza non basta. A volte c'è bisogno dei poeti"

Trama:

Ci sono ferite che non si rimarginano, giorni che non si dimenticano. Come quello in cui il cuore di Rachel si è spezzato per la prima volta. È una notte d’estate, e lei sta per trasferirsi dall’altra parte del Paese. Nelle ore che restano prima della partenza vuole dire addio a tutto ciò che sta lasciando: la scuola, gli amici e, più di ogni cosa, Henry Jones, il ragazzo che conosce da sempre, con cui ha condiviso le letture, i sogni, le paure e le passioni. Così, Rachel entra furtivamente nella libreria gestita dai Jones e infila una lettera tra le pagine del libro preferito di Henry. Una lettera in cui gli confessa il suo amore, un messaggio in bottiglia lanciato in un oceano di parole, a cui lui non risponderà mai. Sono passati tre anni, e quel giorno sembra appartenere a un’altra vita perché Rachel, nel frattempo, ha perso il fratello; e lei non è che l’ombra di quel che era. Il dolore la soffoca, e sembra che l’unica via d’uscita sia tornare a casa e riavvicinarsi alle cose che ama di più: la libreria e Henry. I due iniziano a lavorare fianco a fianco, circondati dai libri, confortati dalle voci senza tempo di scrittori e poeti. E, mentre tra gli scaffali impolverati si intrecciano le storie di un’intera città, Henry e Rachel si ritrovano. Perché non c’è posto migliore delle pagine di un libro per ritrovarsi. 

"Anche l'amore per le cose che ti rendono felici può darti stabilità: i libri, le parole, la musica, l'arte. Queste sono le luci che riappaiono quando il tuo universo si spezza."




mercoledì 13 settembre 2017

Il maestro, recensione e intervista a Francesco Carofiglio

 

Buongiorno lettori in questo post vi parlerò del nuovissimo libro di Francesco Carofiglio, uscito ieri per Piemme, e della chiacchierata con l'autore che ho avuto occasione di fare insieme ad altri blogger. 

Ammetto che sebbene ne avessi sentito parlare non avevo mai letto nulla di questo scrittore e questo mi ha concesso di essere catturata subito dallo stile di scrittura evocativo e coinvolgente. Il libro non è molto lungo, ma nonostante questo riesce a raccontare tutto e nella maniera migliore per il lettore, avrei solo voluto averne un pochino di più per restare immersa per un altro po' nella stanza creata da Carofiglio, ero davvero coinvolta. 
Il libro viene raccontato dal punto di vista del "Maestro", un anzione signore che vive da solo che ha come unica compagnia Alessandra, la ragazza che ogni giorno gli porta il pranzo. Grazie ai suoi racconti e ricordi riusciamo a intravede un barlume di quella che è stata la sua vita e carriera di grande attore e di come quella percezione abbia cambiato tutta la sua vita. 
Il libro è scritto quasi sempre al presente, stratagemma narrativo per sottolineare l'importanza del presente e la fissità del tempo, si vive solo il qui e ora, il passato esiste solo nei ricordi e nei ritagli di giornale. 
Ho apprezzato molto lo stile di scrittura e il tema trattato, una delle parti che ho preferito è quando leggendo Amleto i protagonisti cercano di analizzare a fondo come interpretare al meglio Shakespeare senza far perdere di valore frasi che sono state ripetute innumerevoli volte. La passione per il teatro la si vede in ogni riga di questo libro, infatti è un evoluzione di una pièce teatrale scritta diversi anni fa che sarebbe dovuta andare in scena ma che poi è rimasta dentro il cassetto dello scrittore fino ad ora, risentendo di diverse esperienze di formazione e per questo modificandosi negli anni. Una curiosità sul libro è che l'autore ha cercato di narrare come se lo spettatore fosse in platea e tutto ciò che si svolge nella storia accada su un palcoscenico.

Un libro in cui malinconia e passione si intrecciano formando una storia dolce amara che accompagna il lettore fino alla calata del sipario.


" Tutto il mondo in quella stanza. E quella stanza è tutto il mondo."

" È che alla fine dei conti, i sentimenti, così controversi, che animano i personaggi, i conflitti, il dolore, l'invidia, l'ironia, la rabbia, il desiderio cieco di vendetta... Ecco tutti quei sentimenti i rendono uguali."

 

Che cosa l'ha spinta ha scrivere che cosa succede nella vita degli attori dopo che cala il sipario?

Questa è una bella domanda perché il senso del libro è proprio questo, ero molto interessato a raccontare quella solitudine, quello spaesamento che si manifestano quando lo spettacolo finisce.   la vita di grandi attori per costume è fatta di giornate che a volte si ripetono uguali, questo tipo di cadenza viene messa fortemente in crisi nel momento in cui si smette perché accade che non si riesca più a connettersi con il ritmo. Questo tipo di crisi può essere detonatore di tante cose, mi è piaciuto raccontare una storia che si trova in questo territorio di crisi

Quanto la sua esperienza personale nel mondo del teatro ha influito sul racconto?

Ha influito sicuramente perché per poter raccontare quello che accade sulla scena o la percezione di un autore quando è sulla scena credo che bisogna averla privata davvero. Ha influito anche il fatto di essere entrato in contatto con i "grandi vecchi" del teatro italiano.

A questo collego la mia prossima domanda, ha avuto anche lei un "Maestro"?

Questa è una domanda complessa, io non attribuisco agli incontri con questi attori di ruolo, pur essendo riconosciuti come tali dell'opinione pubblica, la mia idea di maestro è legata a un'esperienza privata che non riguarda quel mestiere, riguarda altre cose. Ho imparato, anche grazie al teatro, a rubare quello che mi piaceva o persino mi turbava alle persone che incontravo, è capitato anche in teatro ma non riconosco una persona individuale come tale.

Questo libro affronta le varie stagioni della vita, lei come si immagina a quell'età?

Sembrerà strano ma io mi immagino come un vecchio che ride, forse magari anche un po' rincoglionito però ilare. Mi piace pensare che quella stagione, quando verrà, non sarà una stagione di tristezza ma sarà una stagione in cui, certo accanto alla percezione del tempo che passa e del passato, ci sia uno sguardo sorridente a quello che è stato.

Cosa si sente di dire ai giovani che vorrebbero intraprendere questa carriere?

Gassman diceva che per fare gli attori e in generale il teatro bisogna avere le spalle molto larghe ed è una frase che condensa un concetto molto preciso, in particolare adesso che il teatro attraversa un momento di crisi, di identità del ruolo dell'attore io consiglio di essere come in tutte le cose, curiosi e di non accontentarsi. Di pensare al mestiere dell'attore come flessibile, può diventare anche altro, in questo modo si può stare un po' sopra le cose e vivere meglio quel tipo di vita e la vita stessa

Con il suo libro voleva che passasse un messaggio in particolare?

Io su questa faccenda sono categorico, non voglio mandare messaggi, voglio che chiunque legga a suo modo legga qualcosa di suo secondo la propria interpretazione. 

Un ringraziamento speciale a Piemme che ha organizzato l'incontro e allo scrittore Francesco Carofiglio

 

sabato 9 settembre 2017

Recensione: The store, James Patterson



Salve lettori, oggi vi parlo del nuovissimo libro di James Patterson in uscita il 14 settembre per Longanesi. Patterson è uno degli scrittori più prolifici al mondo ma per quanto io ne sappia non ha mai scritto nulla del genere e questo mi ha incuriosita molto.
Per farvi avere un'idea un pochino più precisa di cosa stiamo parlando vi lascio qui la trama:


Non è un killer, ma è molto più pericoloso, per tutti noi. Il primo thriller di JP in cui la minaccia non è un assassino ma qualcosa di assolutamente inaspettato.E se il mondo immaginato da George Orwell fosse più vicino di quanto pensiamo? Jacob e Megan Brandeis stanno per perdere tutto. A New York non sembra esserci più posto per chi, come loro, vive della propria scrittura. È un mondo che li respinge, costringendoli a una scelta difficile: lasciare ogni cosa e trasferirsi con la famiglia in un villaggio in Nebraska, per intraprendere un nuovo lavoro. Ma non è un posto qualsiasi, né un lavoro qualsiasi. Jacob e Megan diventano parte integrante dell’immenso organismo di The Store. The Store non è solo «un» negozio on line. È «il» negozio on line, dominatore assoluto del mercato… The Store ha tutto e può consegnare tutto, grazie all’utilizzo di droni. The Store riesce addirittura ad anticipare le esigenze dei consumatori. Li conosce bene, anzi troppo bene. The Store è un forziere pieno di desiderabili oggetti, e di terribili segreti… E per tenerli celati The Store è pronto a tutto. James Patterson, l’autore contemporaneo di thriller più letto al mondo, ci rivela il lato oscuro dei tempi che stiamo vivendo. Con un romanzo travolgente e pieno di colpi di scena, disegna una società in cui la supremazia del marketing e i grandi monopoli tecnologici sono a un passo dall’avverare l’incubo del Grande Fratello. Una realtà sempre più inquietante, e sempre più vicina.

“Sembrava tutto perfetto. Naturalmente, in quanto spie, avremmo scovato tutti i difetti di quella perfezione.”

Una delle cose che subito mi ha colpito di questo libro è che la realtà immaginata dall'autore sembra inquietantemente probabile ai giorni nostri. Un incubo che prende forma mischiando insieme 1984, The Circle, la completa mancanza di privacy e  giganti dell'ecommerce online che prendono il controllo di ogni aspetto della vita delle persone. Di certo non una società in cui mi piacerebbe vivere. In questo contesto si inserisce la famiglia Brandeis, i cui genitori Megan e Jacob  entrambi scrittori, in seguito a un torto subìto da The store, decidono di farsi assumere per andare sotto copertura e spiarne ogni segreto. Da questo momento si ritroveranno a vivere in un piccolo paesino sperduto del Nebraska, in un quartiere popolato solo da lavoratori di The store, in cui vi sono telecamere ovunque (fuori e dentro casa) e dove tutti sanno esattamente tutto di ogni nuovo arrivato. A questo punto sembra che i ruoli si siano invertiti, non sono più loro a spiare The store ma viceversa  e ovviamente questo scombina i loro piani.
Spesso mi capita durante la lettura di iniziare a buttare giù una bozza di quelle che sono le mie impressioni sul libro e ammetto che in quel momento (meno di cento pagine alla fine) non erano grandiose, soprattutto nei confronti del protagonista, Jacob. Agiva in una maniera tale che mi innervosiva e i suoi comportamenti mi sembravano totalmente sbagliati e privi di logica da risultare molto sciocchi. Ovviamente non farò spoiler ma vi dico solamente che mi sono ricreduta leggendo la fine, decisamente ricreduta, il finale mi ha risollevato il morale, ero convinta che il libro stesse prendendo una piega totalmente diversa ma mi ha fatto molto piacere ricredermi. Nota per me: aspettare fino all'ultima riga prima di farsi un'opinione completa del libro.

Sebbene sia un libro con pochi personaggi quelli che ci sono sono ben caratterizzati e aiutano a dare spessore alla storia, Jacob, come ho detto prima, è stato quello che mi ha dato più soddisfazione, in quanto pensavo di averlo già inquadrato ma poi si è rivelato essere tutt'altro; ho adorato moltissimo invece il figlio minore Alex.
Di sicuro questo è un libro ben scritto, con un ritmo molto veloce e una trama molto intrigante (gli amanti del complotto lo adoreranno). Io l'ho letto in due serate e sicuramente alla fine non mi ha deluso. Ho trovato delle somiglianze con The Circle (Ne ho parlato qui), soprattutto riguardo l'aspetto della privacy ma, sebbene in The circle il problema era che la gente era favorevole e consenziente nel pubblicare ogni aspetto della sua vita su internet, in questo caso non è la gente che lo fa attivamente ma essendone comunque consapevole accetta la cosa. Credo che sia un interessante punto di vista da analizzare per capire meglio la realtà dei giorni nostri e in che direzione stiamo andando.


Buona lettura!